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Vibrazione diaframmatica – flutter

La vibrazione diaframmatica (flutter) è eseguita contraendo e rilasciando velocemente il diaframma. E’ un tipo di contrazione diversa da quella dei muscoli addominali. Infatti, in questo caso, il movimento non è causato da una vera e propria contrazione muscolare, ma dal diaframma.

Nel video sotto potete vedere un breve esempio di flutter al minuto 0’06” – 0′,07”

La contrazione del diaframma è simile a quella che si ha, ad esempio, quando si ride o si ha il singhiozzo. Per imparare ad eseguire il flutter, ci si può esercitare inspirando ed espirando molto velocemente come se si avesse l’affanno. Questo però solo un esercizio, mentre si esegue il movimento non si deve vedere l’effetto “affanno”, anzi, una volta imparato a gestire il movimento del diaframma, si riesce ad eseguire la vibrazione in modo più controllato se la si effettua in apnea.

Nel video sotto un esempio di flutter al minuto 2’14”, la ripresa è da lontano, le frange coprono e non si vede troppo bene.


Un altro modo per poter riuscire ad individuare e controllare il diaframma, è quello di pensare alla sensazione che si ha alla base dello sterno, quando si ha il singhiozzo o quando si ride con trasporto.

Tratto da: “Movimenti e Figure – manuale di danza del ventre

Danza del ventre e consapevolezza del sé

Con la danza del ventre, la consapevolezza del sé passa attraverso la percezione del proprio corpo.

Per quanto possa sembrare strano, spesso non siamo abituati a percepire il nostro corpo nella sua totalità. Difficilmente prestiamo attenzione alla nostra postura, alla curvatura delle spalle, alla linea della zona lombare, a come poggiamo i piedi a terra.

La danza del ventre, a partire dalla cura della postura, che è studiata appositamente per correggere le articolazioni e la schiena, nonché per dare un portamento eretto e aggraziato, ci insegna ad avere sempre presente ogni singola parte del nostro corpo.

I movimenti caratteristici di questa disciplina nascono dal principio di isolamento. L’idea di base è quella di isolare le diverse parti del corpo, imparando a muoverle singolarmente, indipendentemente l’una dall’altra. L’aspetto più evidente è quello dell’isolamento del bacino e del busto, che devono potersi muovere senza che il movimento di una parte influisca su quello dell’altra. Per chiarire meglio di cosa si tratta, il bacino deve potersi muovere in tutte le direzioni, mantenendo il busto completamente fermo; lo stesso vale per il busto che deve poter riuscire a compiere i suoi movimenti, mentre il bacino rimane immobile.

Gli spostamenti del bacino e del busto rappresentano, nella danza del ventre, l’aspetto più evidente del movimento eseguito in isolamento, ma lo stesso vale anche per altre parti del corpo, come ad esempio la testa e le spalle.

Un altro aspetto molto importante, che porta ad acquisire un maggiore consapevolezza del proprio corpo, è quella del controllo muscolare. Molti movimenti sono realizzati eseguendo contrazioni e rilasci di diverse parti della muscolatura, che possiamo imparare a gestire in modo indipendente.

A seconda di quanto si è abituati a controllare il proprio corpo e a gestire la propria postura, dalla posizione della testa a quella delle spalle, della schiena e delle braccia, l’approccio iniziale può apparire più o meno ostico e alcuni movimenti sembrano quasi impossibili da compiere. Bastano alcuni esercizi e un pizzico di buona volontà, aggiunti ad una buona insegnante, per riuscire presto a compiere quello che sembrava così lontano e irrealizzabile.

Questo è un aspetto fondamentale della danza del ventre, si impara a conoscere il proprio corpo e a gestirlo al meglio, ma si arriva anche a fare quanto non avremmo mai pensato; come dire che abbiamo capacità molto più grandi di quello che pensiamo

La danza del ventre non richiede particolari caratteristiche fisiche per poter essere praticata e chiunque può cimentarsi con i suoi movimenti. A seconda della nostra struttura fisica, alcuni movimenti risulteranno più naturali di altri, alcuni saranno più o meno ampi, e altri ancora potranno risultare più o meno semplici. Mano a mano, studiando e sperimentando, impariamo a renderci conto di quali sono i nostri limiti, ma anche e soprattutto le nostre possibilità.

Grazie alla danza del ventre possiamo acquisire una piena consapevolezza del nostro corpo, scopriamo quanto siamo in grado di ottenere da noi stessi e possiamo decidere quale immagine dare di noi agli altri, a partire dalla postura, ma non solo.

Andando avanti nella pratica e nello studio, si arriverà a passare dal semplice esercizio alla danza e, chi vuole, all’esibizione in pubblico. Danzare è molto più che mettere assieme una sequenza di movimenti, richiede espressività, emozione e passione. Con la danza è possibile trasmettere uno stato emozionale ed è chi danza che decide che cosa trasmettere. La ballerina di danza del ventre ha gli strumenti per poter riconoscere le emozioni che la musica le suscita, per poterle esternare e trasmetterle agli altri decidendo, di volta in volta, cosa far trapelare di sé allo spettatore.

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La foto di questo articolo è di Marco Pasquini

Insegnare la danza del ventre: gestire gli errori

998276_10202080578600984_1114294228_n Quando ci si accinge ad insegnare la danza del ventre, bisogna essere in grado di individuare le possibili cause che portano ad una esecuzione errata dei movimenti da parte delle allieve, così da poter apportare le dovute correzioni, in modo immediato ed efficace. Quando si osserva l’esecuzione errata di un movimento, le cause principali possono essere essenzialmente due:

  • errata postura
  • errata tecnica di esecuzione.

L’errata postura è una delle cause primarie di errore, soprattutto all’inizio, quando bisogna prendere ancora confidenza con i nuovi movimenti e con la giusta impostazione corporea da mantenere. L’errore può generarsi anche a fronte di un difetto di comunicazione, a causa del quale, la corretta tecnica da utilizzare non è stata recepita nel modo corretto. A scanso equivoci, quando vedete che il movimento non è eseguito correttamente, ripetete sempre la spiegazione. Osservate attentamente la postura dell’allieva e cercate di capire cosa non va. La perdita della postura può essere causa di numerosi difetti di esecuzione. Nel caso in cui la postura sia corretta, ma il movimento risulti sbagliato, molto probabilmente si è in presenza di un difetto nella tecnica da adoperare. In questo caso, può non essere sufficiente spiegare nuovamente la tecnica come abbiamo già fatto, anche se è comunque la prima cosa da fare. Bisogna trovare la giusta via per fornire una spiegazione che sia in sintonia con i canali di percezione delle allieve. Se dopo aver ripetuto più volte la spiegazione in un certo modo, il movimento non è stato ancora acquisito, significa che potreste non essere state chiare, oppure che l’allieva ha bisogno di avere una spiegazione diversa.

Tratto da “Insegnare la Danza del Ventre” di Renata Bandelloni: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=561204

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